Colonnine in condominio: il nuovo obbligo 2026 a Latina
Un condomino compra un'auto elettrica e chiede un punto di ricarica nel box. In assemblea parte subito la discussione: chi paga, dove passa il cavo, serve un permesso e, soprattutto, si può dire di no? Per molti amministratori dell'Agro Pontino questa scena è ormai settimanale. Ma dal 3 giugno 2026 le regole sono cambiate: per alcuni edifici la predisposizione alla ricarica elettrica non è più una cortesia verso il singolo, è un obbligo di legge che si attiva insieme ai lavori di ristrutturazione. Sapere quando scatta evita di rifare un cantiere appena chiuso.
Cosa è cambiato dal 3 giugno 2026?
Il riferimento è il Decreto Ministeriale del 28 ottobre 2025, che ha modificato il decreto cosiddetto Requisiti minimi ed è entrato in vigore il 3 giugno 2026. Si inserisce nel percorso della Direttiva europea Case Green (EPBD), la norma che spinge gli edifici verso consumi più bassi e una progressiva elettrificazione. In pratica, la ricarica dei veicoli elettrici smette di essere un accessorio e diventa un requisito tecnico dell'edificio, da considerare ogni volta che si mette mano alle parti comuni in modo importante.
Va detto con chiarezza: sul recepimento pieno della Direttiva Case Green l'Italia è in ritardo e a inizio 2026 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione. Il decreto Requisiti minimi, però, è già operativo a sé stante. Per un amministratore questo significa una cosa pratica: alcuni obblighi tecnici sugli edifici valgono già oggi, a prescindere da quando arriveranno le norme generali di recepimento della direttiva.
Quando scatta l'obbligo per un condominio?
L'obbligo non riguarda ogni palazzo allo stesso modo. Si attiva soprattutto per le nuove costruzioni e per gli edifici sottoposti a una ristrutturazione importante, cioè interventi che toccano in modo sostanziale l'involucro o le parti comuni. Il punto chiave per chi amministra è proprio questo: l'obbligo viaggia insieme ai lavori che il condominio sta già programmando.
In sintesi, per gli edifici residenziali con più di dieci posti auto la norma non impone di installare subito le colonnine, ma di predisporre l'infrastruttura: le canalizzazioni e i tubi corrugati che permetteranno, in futuro, di montare i punti di ricarica senza rompere di nuovo pavimenti e muri. Per le ristrutturazioni importanti di dimensioni maggiori sono previste anche quote minime di punti di ricarica veri e propri, proporzionate al numero dei posti auto. La logica è semplice: predisporre oggi costa una frazione di quanto costerà aprire un secondo cantiere domani.
Cosa si intende per ristrutturazione importante? In linea di massima, gli interventi che interessano una porzione rilevante dell'involucro dell'edificio, tipicamente oltre un quarto della superficie disperdente: il classico rifacimento della facciata con cappotto rientra spesso in questa definizione. La manutenzione ordinaria, invece, non fa scattare l'obbligo. È proprio per questo che la verifica preliminare conta: capire in anticipo in quale categoria ricade il lavoro programmato evita sorprese a cantiere aperto e delibere da rifare.
Chi decide: l'assemblea o il singolo condomino?
Qui l'amministratore gioca un ruolo delicato. Gli interventi sull'infrastruttura comune di ricarica vanno deliberati in assemblea: in seconda convocazione è sufficiente la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio (articolo 1136, terzo comma, del Codice Civile). Resta inoltre il diritto del singolo condomino di installare una colonnina a proprie spese sulle parti di sua competenza, dandone comunicazione all'amministratore. Tradurre correttamente questi passaggi, mettere a verbale la decisione giusta e coordinare i lavori è ciò che separa un cantiere ordinato da un contenzioso.
Cosa cambia per chi ci abita?
Per i proprietari il timore è sempre lo stesso: nuovi costi imposti dall'alto, lavori che si allungano, box che diventano inagibili. Vale la pena ridimensionarlo. Nella maggior parte dei casi l'obbligo riguarda la predisposizione, non l'acquisto immediato delle colonnine per tutti: si posano le canalizzazioni mentre il pavimento è già aperto, e chi vorrà la ricarica la installerà quando servirà, senza altri lavori invasivi. Inserire questa fase dentro un intervento già previsto e finanziato è il modo per spalmare la spesa ed evitare un secondo disagio a distanza di pochi anni.
Perché conviene farlo insieme agli altri lavori del 2026?
Il 2026 è un anno spartiacque anche dal lato fiscale. Il Bonus Ristrutturazione resta al 50% per l'abitazione principale e al 36% per le altre unità, con un tetto di 96.000 euro per unità immobiliare; l'Ecobonus per la riqualificazione energetica scende al 50%. Dal 2027 è prevista un'ulteriore riduzione delle aliquote.
Significa che chi pianifica oggi la facciata, il cappotto o il rifacimento delle pavimentazioni dei box ha una finestra per inserire anche le canalizzazioni della ricarica in un unico intervento agevolabile, invece di pagarle a parte l'anno successivo. A Latina e in provincia, dove gran parte del patrimonio condominiale risale agli anni Settanta e Ottanta e arriva ora alla manutenzione straordinaria, far coincidere obbligo normativo e lavori già necessari è la scelta più razionale.
Come lavora Rinaldi Costruzioni su questo tema
Un intervento che mette insieme facciata, parti comuni e predisposizione alla ricarica è esattamente il tipo di cantiere che premia l'organizzazione. Rinaldi Costruzioni, impresa edile di Latina attiva dal 1978, lo affronta con mezzi propri: le squadre non dipendono dai noleggi esterni, e questo permette di rispettare le date di consegna concordate con l'assemblea.
Sulle facciate l'azienda lavora con piattaforme aeree auto-sollevanti invece del ponteggio fisso: nessuna impalcatura per mesi davanti alle finestre, nessun effetto gabbia per chi abita il palazzo. Le canalizzazioni per le colonnine vengono pianificate insieme alle pavimentazioni e ai sottoservizi, così da aprire e chiudere il cantiere una volta sola. Sul piano pratico, l'impresa affianca l'amministratore nella parte burocratica e nel reperire i finanziamenti bancari per il condominio, includendo anche i proprietari che rinuncerebbero ai lavori per ragioni economiche. Il dato che riassume il metodo: zero contenziosi dal 1978.
Se il tuo condominio nell'Agro Pontino ha in programma lavori sulle parti comuni nel 2026, vale la pena verificare ora se rientra nei nuovi obblighi di ricarica: anticiparlo costa molto meno che rincorrerlo. Rinaldi Costruzioni offre un sopralluogo gratuito per valutare l'edificio e mettere in fila lavori, tempi e agevolazioni. Una telefonata oggi può evitare un secondo cantiere domani.
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